Vita del beato Stenone

NOTIZIE BIOGRAFICHE DEL BEATO NICCOLÒ STENONE (1638-1686)

Beato Niccolò Stenone

Niccolò Stenone (Niels Stensen) nasce l’11 gennaio 1638 in una fami-glia benestante di Copenhagen; i suoi antenati sono pastori protestanti e orafi, la sua educazione è severamente luterana. 

Di salute cagionevole, vivrà più in casa da solo che in strada con i coetanei, divertendosi più con gli strumenti e gli oggetti curiosi della bottega del padre che non con giochi infantili. Ma forse sarà proprio la dimestichezza con gli oggetti naturali e la tecnica della loro lavora-zione che porrà la base della sua futura carriera scientifica.

Nella capitale danese frequenta le scuole e tre anni di università, iniziando gli studi di anatomia e di medicina. Dal 1660 al 1664 lo tro-viamo studente nelle università di Amsterdam e Leida. Qui fa la scoperta del dotto salivare, denominata poi stenoniano, che diffonde il suo nome nei circoli scientifici dell’Europa, ed entra in contatto con la filosofia di Cartesio e di Spinoza.

Nel 1664, mentre è a Parigi ospite di Melchisedec Thevenot, l’uni-versità di Leida gli conferisce il titolo di dottore in medicina. Dopo una breve sosta a Montpellier, Stenone giunge a Pisa, presso la corte estiva dei Medici, dove ancora assai viva era la fama della scuola di Galileo, ed è ben accolto nell’ambito scientifico toscano. Proprio in Toscana, a Livorno, matura anche la sua conversione: la fede, la pietà e la devozione verso il sacramento dell’Eucarestia mettono in moto un periodo di riflessione che culmina il 2 novembre 1667 con il suo passaggio alla fede cattolica.

Stenone inizia allora studi autodidattici di teologia e di Sacra Scrittura, anche per rispondere alle accuse di tradimento che gli vengono rivolte. Non tralascia però la ricerca scientifica, dedicandosi, negli anni tra il 1668 e il 1672, alla paleontologia, alla geologia, alla cristallografia.

L’opera che gli merita il titolo onorifico di Geologiae fundatur è il De solido, un’introduzione ad un’opera più ampia mai scritta, in cui riversa le sue scoperte e le sue intuizioni sulla formazione dei reperti geologici e delle strutture del paesaggio toscano, soprattutto della zona di Volterra.

Dal 1672 al 1674 Stenone torna in Danimarca. Derogando alle severe leggi confessionali che allora regnavano sia nell’Europa cattolica che in quella protestante, Cristiano V lo richiama in patria col titolo di Regius anatomicus. Di questo periodo è il Proemio delle lezioni anatomiche nel teatro di Copenaghen, un piccolo gioiello di come un cristiano può e deve esercitare un’attività scientifica. A Copenaghen matura in lui anche la vocazione al sacerdozio, che riceverà a Firenze nell’aprile del 1675.

Nel 1677 Stenone viene richiesto come Vicario Apostolico dal Duca di Hannover, convertitosi al cattolicesimo prima di salire al trono. Qui resterà fino al 1680, anno della morte del Duca e dell’ascesa al trono di suo nipote, luterano. In questi anni ha occasione di dimostrare la sua discrezione nella conversione di alcuni protestanti al cattolice-simo, la sua carità verso tutti accompagnata da una grande povertà personale, la sua onestà e rettitudine nei complicati rapporti tra sfera religiosa e civile dei principati ecclesiastici di allora, il suo amore per la verità della fede nei colloqui con i rappresentanti di altre confes-sioni religiose. Perfino Leibniz riconosce la sua ammirazione per quest’uomo che nelle questioni ecumeniche era un avversario paziente ma fermo.

Nel 1680 viene mandato come vescovo ausiliare a Münster, dove si trova davanti ad un compito immane con modestissimi mezzi. La diocesi di Münster, che era anche un principato dell’Impero, si trovava in condizioni drammatiche, con una popolazione quasi scristianizzata e con un potere civile e religioso saldamente nelle mani della nobiltà cattolica e del Capitolo della Cattedrale. Stenone percorre a piedi centinaia di chilometri per le sue visite pastorali, tiene infinite pre-diche per educare il popolo di Dio, visita conventi per riformare la vita religiosa e scrive perfino un libro per i parroci, indicando quali sono i doveri del loro stato. La sua pazienza scoppia infine il giorno in cui gli viene chiesto di approvare e benedire con un solenne Te Deum l’elezione del nuovo vescovo, elezione con evidenti caratteristiche simoniache. Il mattino dell’1 settembre 1683, invece di recarsi in Duomo, Stenone, alle prime luci dell’alba, si trasferisce ad Amburgo e scrive una lettera a Roma per manifestare le ragioni del suo dissenso. L’episodio dimostra forse poca comprensione per i delicati equilibri politico-ecclesiali della Germania di allora, ma è una fulgida testimo-nianza della coerenza interiore del vescovo riformato secondo il Concilio di Trento.

Ad Amburgo Stenone trova domicilio presso l’ambasciatore del Granduca di Toscana, nella cui casa resta fino all’autunno del 1685, quando viene inviato a Schwerin, nel Mecklemburgo, un ducato non lontano dalle rive del Mar Baltico, come semplice prete. Vi resterà un anno, nel tenace tentativo di rendere la piccola comunità cattolica autonoma nei riguardi del castello ducale. Alla fine di novembre del 1686, in pochi giorni, una malattia renale stronca la sua vita. Sul letto di morte trova la forza per sussurrare l’estrema testimonianza: Jesu, sis mihi Jesus. Gesù sii il mio Gesù. È il 25 novembre 1686.

Per desiderio del Granduca Cosimo III dei Medici la sua salma viene traslata a Firenze, nella Basilica di San Lorenzo, dove tuttora riposa.

 

Opere di Niccolò Stenone

De Musculis et Glandulis Observationum Specimen (1664)

Elementorum Myologiae Specimen (1667)

Discours sul l'anatomie du cerveau (1669)

De solido intra solidum naturaliter contento dissertationis prodromus (1669)

Opere scientifiche. Traduzione integrale dai testi originali, coordina-tore Luciano Casella, revisione e note a cura di Enrico Coturri, La nuova Europa, Impruneta 1986, 2 voll.

Conversione e attività pastorale. Scritti scelti, a cura di M. Naldini, Cardini, Firenze 1988.

 

Opere su Niccolò Stenone

ANGELI ROBERTO, Niels Stensen. Il beato Niccolò Stenone, uno scien-ziato innamorato del Vangelo e dell'Italia, a cura di Lionello Negri, San Paolo, Cinisello Balsamo 1996.

CIONI R., Niccolò Stenone Scienziato e Vescovo, Le Monnier, Firenze 1953.

COMITATO STENONIANO, Niccolò Stenone, Tip. Rinaldi, Firenze 1960.

MANNI DOMENICO MARIA, Vita del letteratissimo monsig. Niccolo Stenone di Danimarca vescovo di Titopoli e vicario apostolico scritta da Domenico Maria Manni lettore di lettere toscane nel seminario arciv. fior. e accademico della crusca, In Firenze nella stamperia di Giuseppe Vanni, 1775.

Niccolò Stenone (1638-1686). Atti delle giornate di studio: Firenze 17-18 novembre 1986, Olschki, Firenze 1988.

Niccolò Stenone (1638-1686): anatomista, geologo, vescovo, atti del Seminario organizzato da Universitetsbiblioteket i Tromso e l'Acca-demia di Danimarca, lunedì 23 ottobre 2000, a cura di Karen Ascani, Hans Kermit e Gunver Skytte, L'Erma di Bretschneider, Roma 2002. DE ROSA S., Niccolò Stenone a