Statuto

STATUTO DELL’ISSR BEATO NICCOLÒ STENONE

TITOLO I

NATURA E FINI

Articolo 1

Nella diocesi di Pisa è costituito, l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Beato Niccolò Stenone”, collegato alla Facoltà Teologica dell’Italia Centrale. Esso è a servizio delle diocesi di Livorno, Lucca, Massa Carrara-Pontremoli, S. Miniato, Pescia e Volterra.

 

Articolo 2

L’Istituto ha per fini la qualificazione negli studi dei candidati al dia­conato permanente e ai ministeri istituiti o di fatto riconosciuti; la formazione di religiosi non sacerdoti e di religiose; la preparazione degli operatori pastorali nell’attività della Chiesa locale; la qualifica­zione degli insegnanti di religione cattolica; la crescita culturale e teologica di un laicato sempre più protagonista nella vita ecclesiale.

Articolo 3

L’Istituto raggiunge i suoi fini con l’insegnamento e la ricerca scien­tifica, svolti nella legittima libertà e nell’adesione alla Parola di Dio costante-mente insegnata dal Magistero della Chiesa; con la parte­cipazione attiva dei docenti e degli studenti alla vita dell’Istituto; con iniziative di ricerca, convegni e pubblicazioni.

Articolo 4

L’Istituto è collegato con la Facoltà Teologica dell’Italia Centrale ed è retto dalle norme emanate dalla Sacra Congregazione per l’Educazione Cattolica e dal presente Statuto.

Articolo 5

La Facoltà Teologica dell’Italia Centrale conferisce agli studenti or­dinari, al termine di un corso di studi triennale, il titolo accademico di Laurea in Scienze Religiose. Al termine di un successivo ciclo di studi biennale, la stessa Facoltà conferisce agli studenti ordinari la Laura Magistrale in Scienze Religiose.

TITOLO II

GOVERNO

Articolo 6

L’ISSR è governato da autorità comuni con la Facoltà Teologica e da autorità proprie:

 Le autorità comuni sono: 

a) Il Gran Cancelliere, 

b) Il Preside, 

c) Il Consiglio di Facoltà.

Le autorità proprie sono: 

a) Il Moderatore

b) Il  Direttore

c) Il Consiglio d’Istituto

 

Articolo 7

Al Gran Cancelliere della Facoltà Teologica spetta:

a) chiedere alla Congregazione per l'Educazione Cattolica l'erezione canonica dell’ISSR, dopo aver ottenuto il parere positivo della Conferenza Episcopale o di altra Assemblea competente della Gerarchia Cattolica; 

b) presentare alla Congregazione per l'Educazione Cattolica il piano di studi e il testo dello Statuto dell'ISSR per la debita approvazione;

c) informare la Congregazione per l'Educazione Cattolica circa le  questioni più importanti ed inviare alla medesima, ogni cinque anni,  una relazione particolareggiata riguardante la vita e l'attività dell'ISSR;

d) nominare il Direttore, scelto tra una terna di docenti stabili designati dal Consiglio d'Istituto, acquisito il parere favorevole del Consiglio della Facoltà Teologica e con il nulla osta del Moderatore.

 

Articolo 8

Al Preside della Facoltà Teologica compete: 

a) convocare e presiedere il Consiglio di Facoltà e il Collegio dei docenti della Facoltà per questioni riguardanti l'ISSR;

b) regolare, congiuntamente ai Direttori degli ISSR, le questioni comuni;

c) presiedere, personalmente o tramite un suo Delegato, le sessioni per gli esami di grado;

d) fornire annualmente al Consiglio di Facoltà informazioni sull'andamento dell'ISSR;

e) presentare al Consiglio di Facoltà, ogni cinque anni, la relazione sulla vita e l'attività dell'ISSR, preparata dal Direttore, per l'approvazione e inoltrarla al Gran Cancelliere, che la trasmetterà alla Congregazione per l'Educazione Cattolica;

f) firmare i diplomi dei gradi accademici dell'ISSR.

  

Articolo 9

Al Consiglio di Facoltà spetta:

a) esaminare ed approvare, in via preliminare, i piani di studio, lo Statuto ed il Regolamento dell'ISSR;

b) esprimere il proprio parere circa l'idoneità dei docenti dell'ISSR in vista della loro cooptazione e della loro promozione a stabili;

c) esaminare ed approvare le informazioni che il Preside deve annualmente fornire sull'andamento dell'ISSR;

d) verificare la consistenza e la funzionalità delle strutture e dei sussidi dell'ISSR, in particolare della biblioteca;

e) approvare la relazione quinquennale sulla vita e l'attività dell'ISSR preparata dal Direttore;

f) dare il benestare per la nomina del Direttore dell'ISSR;

g) proporre al Gran Cancelliere che venga chiesta alla Congregazione per l'Educazione Cattolica la sospensione dell'ISSR qualora esso risultasse inadempiente.

Articolo 10

Il Moderatore dell’Istituto è il Vescovo del luogo della sede dell’Istituto.

Al Moderatore spetta:

a) procurare che la dottrina cattolica sia integralmente custodita e fedelmente trasmessa;

b) b nominare i docenti stabili - acquisito il parere favorevole della Facoltà Teologica - e gli altri docenti dell'ISSR, concedendo la missio canonica a coloro che insegnano discipline concernenti la fede e la morale, dopo aver emesso la professione di fede, nonché la venia docendi a coloro che insegnano altre discipline. 

c) c revocare la missio canonica o la venia docendi

d) d dare il nulla osta per la nomina del Direttore;

e) e vigilare sull'andamento dottrinale e disciplinare dell'ISSR, riferendone al Gran Cancelliere;

f) f significare alla Facoltà Teologica le maggiori difficoltà di cui venisse a conoscenza, invitando la medesima Facoltà a prendere adeguate misure;

g) g nominare il Vice Direttore, l'Economo e il Segretario dell'ISSR, se le circostanze lo suggeriscono, dopo aver sentito in merito il parere del Direttore;

h) h approvare i bilanci annuali consuntivi e preventivi e gli atti di straordinaria amministrazione dell'ISSR;

i) i firmare i diplomi dei gradi accademici dell'ISSR, insieme con il Preside della Facoltà Teologica e con il Direttore dell'Istituto.

 

Articolo 11

Il Direttore è nominato dal Gran Cancelliere, con il parere favorevole del Consiglio di facoltà, fra i docenti stabili indicati dalla terna proposta dal Consiglio d’Istituto dell’ISSR, e con il Nulla Osta del Moderatore dello stesso; resta in carica cinque anni ed è rieleggibile immediatamente una sola volta

Articolo 12

Al Direttore spetta:

a) rappresentare l'ISSR davanti al Moderatore, alle autorità accademiche della Facoltà di Teologia e alle autorità civili;

b) dirigere e coordinare l'attività dell'Istituto, particolarmente sotto l'aspetto disciplinare, dottrinale ed economico;

c) convocare e presiedere le varie sessioni del Consiglio d'Istituto;

d) presenziare alle assemblee degli studenti di persona o per delega;

e) redigere la relazione quinquennale sulla vita e l'attività dell'ISSR; 

f) firmare i diplomi dei gradi accademici dell'ISSR, insieme con il Preside della Facoltà Teologica e con il Moderatore;

g) esaminare le richieste e i ricorsi dei docenti e degli studenti, prospettando, nei casi più gravi non risolti dal Consiglio d'Istituto, la soluzione al giudizio della Facoltà Teologica

Articolo 13

Il Consiglio d’Istituto è l’organo di promozione, coordinamento e controllo dell’attività didattica e scientifica dell’Istituto ed è composto dal Direttore, dal Vice-Direttore, nel caso che ci sia, dai docenti stabili e due rappresentanti dei non stabili eletti dai loro colleghi, dal Preside della Facoltà o da un suo delegato, da un delegato del Modertore,da due studenti ordinari eletti dall’assemblea degli studenti, dal Segretario con compiti di attuario.

 I rappresentanti dei docenti nel Consiglio d’Istituto restano in carica per un triennio e possono essere confermati; i rappresentanti degli studenti restano in carica per un anno e possono essere confermati.

Il Consiglio d’Istituto è convocato dal Direttore almeno due volte l’anno e, in via straordinaria, su richiesta della maggioranza del Consiglio stesso.

Articolo 14

Al Consiglio d’Istituto spetta:

a) stabilire i piani di studio, determinare le discipline, approvare i programmi dei corsi e dei seminari proposti dai docenti ed il calendario scolastico predisposto dal Segretario;

b) designare, mediante elezione a scrutinio segreto, tre docenti da proporre al Moderatore per la nomina del Direttore;

c) proporre al Moderatore la nomina dei docenti;

d) costituire commissioni per questioni speciali;

approvare la relazione triennale sulla vita e l’attività dell’Istituto

TITOLO III

DOCENTI

Articolo 15

I docenti dell’Istituto vengono stabiliti in numero sufficiente da soddisfare le condizioni e le finalità specifiche dell’Istituto stesso e la debita assistenza degli studenti. 

I docenti devono caratterizzarsi per onestà di vita, integrità di dottrina, senso di responsabilità ecclesiale ed accademica. L’insegnamento dovrà essere improntato alla adesione alla divina Rivelazione, alla fedeltà al Magistero della Chiesa e al rispetto della verità scientifica.

I docenti, che insegnano discipline concernenti la fede e la morale cattolica, devono ricevere la missio canonica dal Moderatore, dopo aver emesso la professione di fede. Parimenti gli altri docenti ricevono l’autorizzazione ad insegnare dal Moderatore.

Il Moderatore può privare della missio canonica o della licenza di insegnare il docente che abbia insegnato contro la dottrina cattolica o si sia mostrato non più idoneo all’insegnamento, fatto sempre salvo il diritto di difesa e osservato quanto prescritto dall’art. 22 delle Ordinationes della Costituzione Sapientia Christiana.

 Un docente decade dal suo ufficio allo scadere dell’anno scolastico durante il quale abbia compiuto settanta anni e gli è conferito il titolo di docente emerito. I docenti emeriti possono tuttavia essere invitati per l’insegnamento di singoli corsi fino all’età di settantacinque anni.

I docenti possono chiedere al Moderatore un periodo di aspettativa per la durata massima di tre anni, trascorsi i quali, se non avranno ripreso l’insegnamento, decadono dall’ufficio; durante il periodo di aspettativa le loro prerogative sono sospese.

I docenti si distinguono in stabili, che possono essere ordinari o straordinari, e non stabili, che possono essere incaricati, assistenti o invitati.

I docenti ordinari devono essere in possesso del congruo dottorato nella disciplina di insegnamento. Per le discipline non ecclesiastiche il titolo richiesto è quello di secondo ciclo degli studi superiori. I docenti non stabili devono essere in possesso almeno del titolo di licenza. Per le discipline non ecclesiastiche il titolo richiesto è quello di secondo ciclo degli studi superiori.

I docenti stabili non possono essere contemporaneamente stabili in altre Istituzioni accademiche ecclesiastiche o civili. Inoltre, l'incarico di docente stabile è incompatibile con altri ministeri o attività che ne rendano impossibile l'adeguato svolgimento in rapporto sia alla didattica sia alla ricerca.

I docenti stabili devono essere almeno cinque, uno per ogni area disciplinare: Sacra Scrittura, Teologia dogmatica, Teologia morale-pastorale, Filosofia, Scienze umane. 

 

 Articolo 16

a) I docenti stabili ordinari sono professori, assunti a titolo defini­tivo e a tempo pieno, che si occupano della ricerca scientifica, attendono all’insegnamento e all’assistenza degli studenti, partecipano attiva-mente alla vita accademica. L’incarico di do­cente stabile è incompa-tibile con altri ministeri o attività che ne rendano impossibile l’ade-guato svolgimento.

b) I requisiti per essere promosso a docente ordinario, oltre a quelli previsti per essere docente straordinario, sono: 1) avere insegnato con efficacia almeno tre anni come docente straordi­nario la disciplina al cui insegnamento è chiamato; 2) avere pubblicato lavori scientifici; 3) avere il consenso scritto dal pro­prio Ordinario.

c) La procedura di cooptazione di un docente ordinario è stabilita dal Regolamento dell’Istituto. Spetta alla Facoltà la verifica delle condi-zioni per la concessione del nulla osta alla nomina, su richiesta delle autorità dell’Istituto. 

Articolo 17

a) I docenti stabili straordinari sono professori che, pur svolgendo la loro principale attività nell’Istituto, non sono assunti a titolo defini-tivo.

b) I requisiti per essere nominato docente straordinario sono: 1) distin-guersi per ricchezza di dottrina, per testimonianza di vita, per senso di responsabilità ecclesiale ed accademica; 2) avere conseguito il Dotto-rato in una Facoltà canonicamente ricono­sciuta o un titolo equivalente nella disciplina insegnata; 3) avere dimostrato attitudine all’insegna-mento universitario me­diante un sufficiente tirocinio (almeno tre an-ni); 4) avere dimo­strato attitudine alla ricerca mediante adeguate pub-blicazioni scientifiche; 5) avere il consenso scritto del proprio Ordi-nario.

c) La procedura di cooptazione di un docente straordinario è stabi­lita dal Regolamento dell’Istituto. Spetta alla Facoltà la ve­rifica delle condi-zioni per la concessione del nulla osta alla no­mina, su richiesta delle autorità dell’Istituto. 

Articolo 18

a) I docenti non stabili, sono quei professori la cui principale atti­vità non è svolta nell’Istituto e che vengono nominati a tempo determinato. La loro nomina spetta al Moderatore su presenta­zione del Consiglio d’Istituto e con il parere favorevole della Facoltà teologica. 

b) I docenti non stabili devono essere in possesso almeno della Licenza canonica o di un titolo equipollente, devono essere capaci di indagine scientifica ed avere buone attitudini all’insegnamento.

c) La procedura di cooptazione di un docente non stabile è stabi­lita dal Regolamento dell’Istituto.

d) Essi distinguono in incaricati, invitati e assistenti.

Articolo 19

a) Gli incaricati sono quei docenti che vengono nominati ad impar­tire insegnamenti per un tempo determinato. 

b) Gli invitati sono docenti di altri istituti che tengono corsi o semi­nari nell’Istituto.

c) Gli assistenti sono docenti che vengono chiamati a coadiuvare un docente stabile nell’insegnamento di cui esso è titolare.  

Articolo 20

Il Collegio plenario dei docenti è composto da tutti i docenti impe­gnati, a qualunque titolo, nell’Istituto e dal Segretario in qualità di attuarlo. Si riunisce almeno una volta l’anno, per favorire la crescita dell’Istituto nell’insegnamento e nella ricerca scientifica. 

TITOLO IV

STUDENTI

Articolo 21

L’Istituto accoglie tutti coloro che, forniti di regolare attestato, idonei per condotta morale e per gli studi precedenti, desiderano apprendere la Teo-logia e le Scienze Religiose. Gli studenti si divi­dono in ordinari, straor-dinari, uditori o ospiti.

Articolo 22

Gli studenti ordinari sono quelli che, aspirando ai gradi accademici rilasciati dalla Facoltà, frequentano tutti i corsi e le esercitazioni prescritte dall’Istituto:

a) per essere ammesso come studente ordinario al ciclo che con­duce alla Laurea in Scienze Religiose è necessario aver conse­guito il titolo di studio prescritto per l’ammissione all’Università di Stato. A discre-zione del Direttore, potrà essere richiesta allo studente la frequenza previa di qualche corso integrativo, con il regolare superamento dei rispettivi esami;

b) per essere ammesso come studente ordinario al ciclo che con­duce alla Laurea Magistrale in Scienze Religiose, è necessario essere in possesso della Laurea in Scienze Religiose.

Articolo 23

a) Sono studenti straordinari coloro che pur frequentando tutte le discipline o una buona parte di esse, con relativo esame, man­cano del titolo prescritto per l’iscrizione o non aspirano al con­seguimento dei titoli accademici.

b) Per essere iscritto come studente straordinario è necessario che lo studente dimostri di aver idoneità a frequentare i corsi per i quali richiede l’iscrizione.

c) Il curriculum di detti studenti può essere valutato ai fini del pas­saggio a studenti ordinari solo qualora, in itinere, lo studente entrasse in possesso delle condizioni previste dall’articolo pre­cedente. 

Articolo 24

Gli studenti uditori sono coloro che, non volendo conseguire il grado accademico nell'ISSR, desiderano frequentare qualche corso, in vista del rilascio del relativo Attestato di frequenza.

 

Articolo 25

Gli studenti ospiti sono coloro che, non volendo conseguire il grado accademico nell'ISSR, desiderano frequentare qualche corso e sostenere il relativo esame, per un eventuale riconoscimento in un altro Istituto.

 

Articolo 26

Per poter essere ammessi agli esami è necessario che lo studente abbia seguito le lezioni con una frequenza non inferiore ai due terzi delle ore delle singole discipline.

 

Articolo 27

Per gli studenti che chiedono di iscriversi all’Istituto dopo aver iniziato altrove gli studi teologici o di scienze religiose, il Direttore stabilirà le condizioni di iscrizione, i corsi da frequentare e gli esami da sostenere.

Articolo 28

Gli studenti partecipano alla vita dell’Istituto nei modi determinati dagli Statuti e dal Regolamento.

Gli studenti possono riunirsi in assemblea per discutere problemi inerenti alla vita dell’Istituto, secondo le norme previste dal Regolamento.

Gli studenti possono costituirsi in associazioni, non contrastanti con la natura ed i fini dell’Istituto, rette da norme proprie, approvate dal Consiglio d’Istituto

Articolo 29

Per gravi motivi di ordine morale e disciplinare, il Direttore può decidere di sospendere o dimettere uno studente, sentito il Consiglio d’Istituto; il diritto alla difesa sarà comunque tutelato, anche mediante il ricorso al Moderatore.

 

TITOLO V

AMMINISTRAZIONE E GESTIONE

Articolo 30

Nel governo e nella gestione economica dell’Istituto le autorità sono coadiuvate da officiali e personale ausiliario.

Officiali dell’Istituto sono: 

a) il Consiglio per gli affari economici,

b) il Segretario

c) l’Economo.

Articolo 31

Il Consiglio per gli Affari Economici cura la gestione economica dell’Istituto ed è composto da: 

a) il Direttore, in qualità di presi­dente; 

b) l’Economo, che è anche il segretario del Consiglio stesso; 

c) tre membri nominati dal Moderatore; 

d) il Segretario dell’Istituto.

Articolo 32

Il Consiglio per gli Affari Economici è convocato almeno due volte l’anno, per l’approvazione dei bilanci consuntivo e pre­ventivo, da presentare al Consiglio di Istituto e al Moderatore. 

Articolo 33

Il Segretario è responsabile della segreteria dell’Istituto ed è no­minato dal Moderatore, su proposta del Direttore, per un quadriennio, al termine del quale può essere confermato.

Articolo 34

Al segretario spetta: 

1) eseguire le decisioni del Moderatore, del Direttore e del Consiglio d’Istituto; 

2) ricevere e controllare i docu-menti degli studenti per quanto riguarda la domanda di iscrizione all’Istituto e di sostenere gli esami; 

3) conservare i documenti ufficiali e autenticarli con la propria firma; 

4) curare la redazione dei registri e dei documenti riguardanti l’iscrizione degli studenti, gli esami, i corsi, i seminari di studio, le disserta­zioni scritte, i diplomi; 

5) compilare l’annuario dell’Istituto, il ca­lendario e l’orario delle lezioni e degli esami, i certificati e gli attestati; 

6) fungere da segretario del Consi-glio d’Istituto e del Collegio dei docenti.

Il Segretario può essere coadiuvato da personale ausiliario, ap­provato dal Direttore.

Articolo 35

L’Economo è nominato dal Moderatore per un triennio, al termine del quale può essere confermato.

L’Economo può essere coadiuvato da personale ausiliario, appro­vato dal Direttore.

Articolo 36

All’Economo spetta: 

1) curare l’ordinaria gestione economica del-l’Istituto, nell’ambito del bilancio approvato dal Consiglio per gli Affari Economici;

 2) curare la redazione dei registri contabili; 

3) for­nire al Consiglio per gli Affari Economici i dati necessari alla com­pilazione dei bilanci preventivo e consuntivo.

TITOLO VI

ORDINAMENTO DEGLI STUDI

Articolo 37

a) L’Istituto propone un curricolo di studi della durata di cinque anni: i primi 3 anni per il conseguimento della Laurea in Scienze Religiose e i 2 anni successivi per il conseguimento della Laurea Magi­strale in Scienze Religiose.

b) Il Triennio consiste in un percorso di studi completo per comples­sivi 153 crediti ECTS (51 per anno) in cui viene offerta una trattazione di tutte le fondamentali discipline teologiche, fi­losofiche e una adeguata introduzione alle Scienze umane. 

c) Il Biennio consiste in un percorso di studi per complessivi 102 crediti (51 per anno) in cui vengono trattate le discipline caratte­rizzanti l’indirizzo specialistico.

d) Un credito formativo (ECTS) è valutato in 25 ore di impegno dello studente, che comprendono 8 ore di frequenza, 14 ore di lavoro personale, 2 ore di impegno nel contesto di esami.

e) L’Istituto propone tre indirizzi di specializzazione: 

1) l’indirizzo Pedagogico-didattico

2) l’indirizzo Pastorale-catechetico.

3) l'indirizzo Teologico-spirituale

Articolo 38

a) Ogni studente è tenuto a frequentare le lezioni e a sostenere gli esami dei corsi delle discipline principali, di indirizzo e opzio­nali, e a frequentare i seminari di studio previsti dal piano di studi.

b) La frequenza alle lezioni e ai seminari è consentita solo a chi è iscritto all’Istituto ed è obbligatoria.

Articolo 39

a) Possono sostenere gli esami soltanto gli studenti iscritti all’Istituto in regola con i contributi scolastici e che abbiano fre­quentato i corsi per i quali richiedono l’iscrizione all’esame.

b) Le prove di esame, in forma orale o scritta, si svolgono nelle sessioni invernale, estiva ed autunnale.

c) In casi eccezionali e motivati il Consiglio d’Istituto può conce­dere che un esame sia sostenuto al di fuori di dette sessioni.

Articolo 40

Gli studenti ordinari che hanno superato positivamente tutte gli esami previsti dal piano di studi devono presentare un elaborato scritto per conseguire i titoli di Laurea e Laurea Magistrale in Scienze Re­ligiose.

TITOLO VII

GRADI ACCADEMICI

Articolo 41

I gradi accademici sono conferiti dalla Facoltà Teologica dell’Italia centrale e sono: 

a) Laurea in Scienze Religiose (primo grado accademico che, nell’or-dinamento civile, equivale alla Laurea); 

b) Laurea Magistrale in Scienze Religiose, con specificazione dell’indi-rizzo (secondo grado accademico che, nell’ordinamento civile, equi­vale alla Laurea specialistica) al termine del successivo bien­nio. 

Articolo 42

I requisiti per conseguire la Laurea in Scienze Religiose sono:

a) aver frequentato il ciclo triennale di studi ed aver superato le verifiche di profitto prescritte;

b) attestare la conoscenza di una lingua straniera;

c) aver composto un elaborato scritto, conforme alle norme indi­cate nel Regolamento, che mostri la capacità di impostazione dell’argomento scelto e di ricerca scientifica.

Articolo 43

I requisiti per conseguire la Laurea Magistrale in Scienze Religiose sono:

a) aver frequentato il ciclo quinquennale di studi ed aver superato le verifiche di profitto prescritte;

b) attestare la conoscenza di due lingue straniere;

c) aver composto un elaborato scritto, conforme alle norme indi­cate nello Statuto o Regolamento, che mostri la competenza maturata nel campo di specializzazione prescelto, e sottomet­terlo a pubblica dis-cussione nella sessione prevista.

Articolo 44

Il Preside della Facoltà Teologica, dopo attenta valutazione del curriculum di studi e dopo aver stabilito un apposito programma integrativo della durata di due anni, può ammettere uno studente in possesso di Laurea Magistrale in Scienze Religiose, che ne fa richiesta, al I ciclo per il conseguimento del Baccellierato in Sacra Teologia.

TITOLO VIII

BIBLIOTECA

Articolo 45

L’Istituto, per il raggiungimento dei suoi fini, dispone della Biblioteca Cateriniana del Seminario Arcivescovile di Pisa, specializzata nelle scienze teologiche e umane, di cui contribuisce a curare l’incremento e l’aggiornamento.

TITOLO IX

GESTIONE ECONOMICA

Articolo 46

a) L’ordinaria gestione economica dell’Istituto spetta al Consiglio per gli Affari Economici, che la esercita tramite l’Economo.

b) Gli atti di straordinaria amministrazione sono di competenza del Moderatore, cui spetta anche l’approvazione dei bilanci pre­ventivo e consuntivo, predisposti dal Consiglio per gli Affari Economici.

Articolo 47

I mezzi per la gestione economica dell’Istituto provengono da: 

a) il contributo finanziario allo scopo stanziato dalle Diocesi;

b) le tasse per diritti amministrativi degli studenti, fissate dal Mode­ratore, sentito il Consiglio per gli Affari Economici dell’Istituto;

c) eventuali elargizioni e donazioni.

Articolo 48

I sacerdoti, diocesani e religiosi, docenti o officiali dell’Istituto ven­gono remunerati secondo le disposizioni generali vigenti per le Chiese in Italia, e ulteriormente determinate dai Vescovi diocesani.

TITOLO X

DISPOSIZIONI FINALI

Articolo 49

Eventuali modifiche al presente Statuto sono decise dal Modera­tore, sentito il parere della Facoltà Teologica dell’Italia Centrale e del Consiglio d’Istituto, e debbono essere approvate dalla Sacra Congregazione per l’Educazione Cattolica.

Articolo 50

Per i casi di dubbio e per quelli non contemplati nel presente Sta­tuto si seguono le indicazioni del Regolamento, le decisioni di volta in volta adottate dai competenti organi di governo dell’Istituto e, in ultima istanza, le norme del Diritto Canonico universale e partico­lare. 

Articolo 51

Il presente statuto entra in vigore all’atto della sua approvazione da parte della S. Congregazione per l’Educazione Cattolica.